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I travestiti
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Carmi Lisetta

I travestiti

Carmi Lisetta

I travestiti

Roma, Essedi Editrice - L'Erba Voglio

1971

Leg. ed. (32X24) pp. 163

 

Fotolibri

 

Lisetta Carmi: I travestiti, tra pregiudizio e complicità

Nel 1965 la giovane fotografa Lisetta Carmi partecipa casualmente a una festa di capodanno organizzata da alcuni transessuali di Genova e in quell'occasione intuisce le potenzialità umane degne di una ricerca fotografica sul campo che ha inizio quella sera e durerà fino al 1972 data di pubblicazione del suo primo libro ovviamente intitolato "I travestiti".  Per organizzare  la mole di scatti realizzati in 7 anni la Carmi si rivolge a   Luciano D'Alessandro il quale si attiva anche per trovare un' editore disposto a dare alle stampe un libro così coraggioso e sicuramente difficile da far digerire all'editoria italiana. Dopo il rifiuto di Mazzotta si rivolge all'amico Sergio Donnabella che da pubblicitario qual' è intuisce le potenzialità del libro e apre una casa editrice ad hoc. Il libro verrà pubblicato nello stesso anno dalle edizioni Essedi. I testi sono dello stesso Elvio Fachinelli e di Lisetta Carmi, la cura editoriale di Luciano D'Alessandro, grafica di Floriana Sciarpa, montaggio e impaginazione vengono affidate a Giancarlo Iliprandi: le riproduzioni a cura della Bassoli Fotoincisione e la stampa della Grafiche Nava. Il formato scelto è un cartonato in quarto ( 32X24) dove dall'illustrazione di copertina si grida subito l'inequivocabile dirompenza dell'argomento. Iliprandi crea all'inizio del volume, immediatamente dopo il testo introduttivo bilingue, una sorta di sommario visivo in continuità cromatica con la copertina che offre al lettore una sequenza di primi piani su sfondo rosa, volutamente sgranati dall'ingrandimento accompagnati da insiemi di  negativi utilizzati per la selezione degli scatti da stampare e  stralci dei dattiloscritti autobiografici dei protagonisti del libro. Questa introduzione visiva detta le linee guida del progetto; qui si parla di persone, persone al femminile come il rosa che le accoglie ma anche di vite e di corpi. Quelle che seguono sono immagini che colgono i cosiddetti travestiti in ambito privato, intimo dove lo sguardo del fotografo è complice e amichevole. Loro, i travestiti si concedono alla scatto della Carmi con una disinvoltura disarmante, fanno mostra di se stessi   con un sorriso e una gaiezza che fanno dimenticare lo status sociale degli emarginati dove l'immaginario borghese le colloca di primo acchito. I travestiti ci accolgono nella loro intimità e si divertono a mostrarci la loro gaiezza a dispetto del dolore inciso nelle loro biografie testimoniate nel sommario visivo. Le poche nudità non hanno nulla di scandaloso ne di morboso. Lisetta Carmi ha stabilito un amicizia sincera con queste donne o uomini che dir si voglia e gli restituisce l'affetto con una sequenza di scatti ricchi di bellezza e rispetto. Il loro dramma è sottinteso ma non denunciato. Iliprandi alterna con maestria le foto a piena pagina con le immagini multiple a rendere armonico lo scorrere del racconto. Chi scrive è convinto che questo approccio umano e del tutto scevro da qualsiasi giudizio ma addirittura complice sia l'elemento che insieme all'immagine in copertina abbia contribuito a rendere quasi impossibile la distribuzione e la vendita nelle librerie dell'epoca. Il '68 era appena trascorso e i tempi non erano ancora maturi per superare se non ribaltare uno stereotipo ben radicato secondo il quale i travestiti sono degli emarginati e come tali non degni di una testimonianza artistica di tale livello. L'anno seguente Elvio Fachinelli recensisce il libro sul numero  11 della rivista L'erba voglio ma per spingere le vendite del libro ci vuole altro. Viene così escogitata l'idea di una collaborazione con le edizioni della medesima rivista. Di fatto viene creata una sovraccoperta dove al piatto si legge della coedizione e al verso l'esplicita dichiarazione di voler sottrarre all'oblio un libro importante e coraggioso. La sovraccoperta ideata è estremamente semplice e castigata: sfondo bianco, immagine centrale con uno dei protagonisti in abiti maschili. Servirà questo espediente a risollevare le vendite? A quanto pare molto poco tant'è che il grosso delle copie fu acquistato da Barbara Alberti per amicizia solidale con Lisetta Carmi e nella sua abitazione parrebbe ancora giacere sotto forma di complemento d'arredo. Un libro quindi votato a restare nascosto in ambiti privati come lo sono i vizi a dispetto delle virtù, fatalmente destinato alla rarità libraria.